Imposta di soggiorno e modello 21: le richieste della Corte dei Conti ai Comuni

Dopo un lungo periodo passato nel supportare e assistere i Comuni che utilizzano il software StayTour e fornire loro consulenza, la società Hyksos si è trovata di fronte alle varie incomprensioni nate dallo stretto rapporto instauratosi tra la Corte dei Conti e l’ufficio comunale preposto alla raccolta dei modelli 21.
In questo articolo saranno elencate le principali problematiche che sono state riscontrate.

Le parti che fanno parte di questo rapporto sono tre: la Corte dei Conti, l'ufficio comunale e i gestori delle strutture ricettive. Le incomprensioni possono nascere di conseguenza tra ufficio comunale e Corte dei Conti, oppure tra ufficio comunale e gestori delle strutture.

Tra l'ufficio comunale e gli operatori delle strutture i problemi generalmente sono i seguenti:

  • Non è stata ben recepita la posizione dei gestori delle strutture ricettive come agenti contabili, sia dai comuni che dai gestori stessi. L'effetto conseguente è che non viene compresa appieno la gravità delle varie inadempienze che, nel caso dell'agente contabile (a differenza del sostituto d'imposta), sono di carattere penale. Si ricorda infatti che con l'introduzione dell'imposta di soggiorno e a seguito della Sentenza 22/2016 della Corte dei Conti a Camere Unite, i gestori delle strutture ricettive sono classificati come agenti contabili. Per maggiori informazioni e approfondimenti vai a questo link.
  • La non consegna o la consegna tardiva del modello 21 entro i termini di legge, cioè entro il 30 gennaio dell'anno successivo.
  • La compilazione errata del documento di gestione (modello 21), in particolar modo con la firma o la data errate.

Per quanto riguarda invece il rapporto tra la Corte dei Conti e l'ufficio comunale, le problematiche principali sono:

  • Le Corti dei Conti di regioni diverse chiedono differenti adempimenti, la conseguenza è un elevato grado di eterogeneità nel territorio italiano.
  • All'interno della stessa regione è possibile che la stessa Corte dei Conti abbia un feedback non univoco tra i vari comuni, creando poca uniformità di interpretazione anche all'interno della stessa regione.
  • In casi più rari è possibile che alcune Corti dei Conti facciano richieste del tutto impraticabili, nel seguito dell'articolo ne sarà analizzato un caso eclatante.


Ma quali sono le richieste più comuni che le Corti dei Conti fanno agli Enti?

In genere le richieste standard sono quelle che permettono alla Corte di farsi un'idea adeguata sulla gestione dell'imposta di soggiorno e della relativa movimentazione di denaro, sia ad opera dei gestori delle strutture ricettive, sia per quanto riguarda gli operatori comunali. Pertanto è plausibile aspettarsi alcuni dei punti sottostanti.

  • Provvedimento di parifica e approvazione del Conto di Gestione.
  • Relazione del Revisore dei Conti.
  • Richiesta di spiegazioni generica sull'operato dell'Ente.
  • Sollecito di integrazione dei dati, con lo scopo di ottenere informazioni aggiuntive facilmente integrabili, come ad esempio il codifice fiscale dell'agente contabile ecc.
  • Esiti di verifica da parte degli uffici preposti al controllo.
  • Attività svolta dall'Ente per recuperare i Conti di Gestione non consegnati.
  • Giustificazione delle azioni intraprese verso i soggeti inadempienti.
  • Più raramente è anche possibile ci sia la richiesta della consegna dei Conti di Gestione per anni pregeressi (di difficile attuazione per evidenti problematiche pratiche nel recupero dei modelli 21 passati).


In qualche caso particolare però è possibile che la Corte dei Conti esca dai punti tracciati precedentemente e faccia delle richieste molto più onerose ed inverosimili.
Nel seguito viene riportato a titolo d'esempio il caso di un comune italiano che si è visto recapitare dalla propria Corte dei Conti un documento di richiesta, di cui se ne può vedere una pagina nell'immagine sottostante.

richieste varie di una corte dei conti a un comune

Tra i vari punti spicca il numero 6. in cui si legge:

Quietanze rilasciate in relazione all'imposta riscossa oppure il riscontro fiscale (ricevuta o fattura) del pagamento del pernottamento indicante l'avvenuta esazione della imposta di soggiorno
Si noti che la richiesta non è indirizzata ad una specifica struttura, che potrebbe essere identificata come un possibile evasore, ma a tutte le strutture del comune.
È evidente che una tale richiesta non è per nulla banale da portare a termine: si pensi ad esempio ad un comune medio/grande che conta circa 500 mila pernottamenti all'anno, in questo caso le ricevute e le fatture potrebbero raggiungere o anche superare le 50 mila unità, tutte da catalogare ed inviare, ed il tutto con l'impellente termine di 30 giorni dal momento della ricezione del documento di richiesta, come si può vedere in fondo alla pagina del documento.
Si capisce quindi che, nonostante in genere le richieste della Corte dei Conti siano necessarie al corretto controllo e alla verifica dei comportamenti delle varie parti in gioco, in alcuni rari casi si possono trasformare in pretese molto difficili da portare a termine.