L'accordo tra Comuni ed AirBnb per l'imposta di soggiorno:
particolarità e problematiche

Nell'arco dell'ultimo anno sono stati numerosi i comuni italiani che hanno cercato, e il più delle volte concluso, un accordo con AirBnb riguardante l'automatismo nella riscossione dell'imposta di soggiorno.

Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Rimini, Napoli e Palermo sono questi alcuni dei comuni più importanti che hanno raggiunto l'intesa con uno dei colossi della prenotazione turistica online, AirBnb per l'appunto, piattaforma web riconosciuta a livello globale.

Chiariamo su cosa vertono i vari accordi.

Il punto focale risiede nel fatto che AirBnb, applicando l'imposta di soggiorno direttamente alla fonte, cioè ai suoi utenti, e riversando in seguito l'importo al comune, diventa a tutti gli effetti, un agente contabile.

Il "collect and remit" da parte di AirBnb però, non porta solo benefici dal punto di vista della semplificazione nella gestione della tassa stessa o vantaggi per quanto riguarda l'abusivismo ricettivo e l'emersione del sommerso.

Analizziamo insieme i punti carenti o addirittura mai presi in considerazione negli accordi siglati:

  • 1) Il valore monetario dell'imposta di soggiorno non è più calcolato in quota fissa in base ai vari regolamenti comunali, bensì in percentuale determinata in relazione al prezzo della camera che l'utente trova sulla piattaforma on-line. Il turista prenotando una camera per una notte con prezzo pari a 100,00 € e con imposta al 3%, sa che 3,00 € saranno riversati al comune da parte di AirBnB relativamente al pagamento dell'imposta di soggiorno. I prezzi delle camere o degli appartamenti sono soggetti, però, a variazioni, riprendendo l'esempio sopra citato, se la stessa camera ora ha un prezzo di 50,00 € il valore dell'imposta è pari a 1,50 €.

    Viene quindi a crearsi una discrepanza tra le tariffe fisse decise dal comune attraverso il proprio regolamento e la tariffa che applica AirBnb.


  • 2) Il riversamento monetario effettuato nei confronti del comune, relativo all'imposta che AirBnb applica nei confronti di tutti suoi utenti in un determinato periodo, sostituendosi così al soggetto ospitante, è effettuato nella sua totalità. Vanno, quindi, a perdersi inesorabilmente tutti i dettagli. Il comune non verrà mai a conoscenza delle strutture in cui hanno pernottato i turisti-utenti della piattaforma e quante notti hanno soggiornato singolarmente.

    Negli Stati Uniti, AirBnb è tenuta al riversamento dell'imposta di soggiorno e alla compilazione del relativo "modello W-9" per ciascuna struttura che affitta le proprie camere o appartamenti sulla piattaforma online. Le amministrazioni locali acquisiscono, quindi, tutte le informazioni utili e necessarie poiché i dettagli degli importi riversati sono forniti per ogni singola struttura ricettiva.

    C'è da chiedersi come mai i comuni italiani hanno un potere di contrattazione così debole.


  • 3) Grazie al "nuovo" agente contabile, gli host non hanno più l'incombenza di incassare, dichiarare e poi riversare al comune l'imposta di soggiorno. In riferimento a quanto detto al punto due, la perdita di informazioni e dei vari dettagli riguardanti le singole strutture ricettive, risulta perciò un problema ancora più grave. AirBnb riversa al comune la quota dovuta in maniera totalitaria, il soggetto ospitante non essendo più tenuto ad incassare e riversare la quota della tassa di soggiorno al comune potrebbe tranquillamente dichiarare che la maggior parte di tutti i soggiorni presso la sua struttura vengono prenotati tramite la piattaforma online di AirBnb, di conseguenza la gran parte dei suoi ospiti non sarebbero più tenuti al pagamento dell'imposta, innescando così comportamenti poco leciti.

    Facciamo un semplice esempio.

    Voi siete un Bed&Breakfast e nell'anno 2017 avete dichiarato, al comune in cui si trova la vostra struttura ricettiva, un totale di 210 pernottamenti. Supponiamo che l'imposta di soggiorno abbia la tariffa di 1€ e, per semplificare il tutto, che non ci siano stati esenti e nemmeno che esista un limite ai pernottamenti imponibili; la vostra dichiarazione implica, quindi, un riversamento nelle casse del comune pari a 210 €. I pernottamenti presso la vostra struttura sono stati così prenotati:

    AIRBNBPrenotazioni diretteAltre piattaformeTotale
    1005060210

    Ora, poniamo il caso che il comune in cui è situato il vostro B&B abbia sottoscritto un accordo con AirBnb. Prendendo i dati sopra citati, la vostra nuova dichiarazione sarà di 110 pernottamenti così composti:

    Prenotazioni diretteAltre piattaformeTotale
    5060110

    AirBnb, essendo autonomo nel riscuotere dai suoi utenti e riversare al comune la tassa di soggiorno, si occupa anche di riversare al posto vostro la quota derivante dai 100 pernottamenti presso la vostra struttura. Attenzione però, come già specificato al punto 2) e 3), AirBnb riversa degli importi senza specificare i dettagli degli incassi, ossia da quale struttura derivano e il numero esatto dei pernottamenti fatti dagli utenti.


    A quali comportamenti può portare questa mancanza di dettagli non forniti al comune?

    Può portare al fatto che quando gli host si renderanno conto che AirBnb riversa al comune effettivamente quote sommarie prive di dettagli sulla derivazione delle stesse, questi ultimi potrebbero dichiarare a zero il resto dei pernottamenti derivanti da altri canali, fingendo che la totalità dei soggiorni siano degli utenti della piattaforma. Arrivati a questo punto, il comune non è più in grado di determinare se le strutture dichiarano gli esatti pernottamenti in quanto, non avendo i dettagli da AirBnb su ogni singola struttura, vengono a mancare i parametri di base per un corretto controllo.


  • 4) Sempre in riferimento al pagamento dell'imposta, tutti i regolamenti comunali prevedono diverse esenzioni: i clienti delle strutture ricettive possono compilare delle autodichiarazioni e non pagare, se ne hanno diritto, l'imposta. L'automatismo della riscossione dell'imposta tramite la piattaforma AirBnb, toglie, di fatto, il diritto agli utenti di usufruire di queste esenzioni poiché in fase di prenotazione non ne offre la possibilità. La piattaforma permette, solo in un secondo momento, di richiedere un rimborso.

    Inoltre, qualora un cliente non dovesse soggiornare tutte le notti della prenotazione, non è tenuto a pagare l'imposta per le notti di cui non ha usufruito. Tramite la prenotazione online con AirBnb questo non avverrebbe, poiché il pagamento è compreso nella prenotazione della camera o dell'appartamento. Anche qui, la piattaforma, ha ovviato al problema solo con il sistema dei rimborsi.